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Lei, che nelle foto non sorrideva di Cinzia Bomoll - Reading letterario
Ad Enzimi l'esordio letterario di Cinzia Bomoll. Una storia d'amore e d'amicizia tenera e disperata, che racconta senza fronzoli e trucchi il crudele passaggio adolescenziale, quel breve e intenso periodo arso dalla scoperta della passione.
Lei che nelle foto non sorrideva è la storia di una madre muta e immobile come una bambola rotta, un padre che ha più dimestichezza con i maiali che con gli esseri umani e di Ester e Alice, due sorelle gemelle legate nell'anima da una dipendenza reciproca e feroce, che crescono in un paesino nebbioso e anonimo vicino Modena. Ester, con i capelli tinti di nero, autolesionista e sessualmente promiscua, mette in scena finti suicidi come il protagonista del suo film preferito Harold e Maude, lasciandosi fecondare dal male e dall'amore. Alice, bionda, sessuofoba e intransigente, sembra invece accordata sulla nota stonata di una purezza ombrosa e risentita. Sullo sfondo di una provincia emiliana monotonamente verde e piatta come un tavolo da biliardo, dove gli adulti sono chiusi come pietre e gli adolescenti vivono accasciati dentro macchine ferme o sulle sedie di plastica dei bar dell'ARCI, le due gemelle carambolano da una parte all'altra, si inseguono impazzite, si urtano violentemente e finiscono negli stessi buchi neri, inghiottite dall'insoddisfazione e dalla rabbia del male.
Cinzia Bomoll, bolognese, vive a Roma ed è scrittrice e regista per TV e cinema. Ha pubblicato due racconti: "Figa, sfiga senza fuga" in Ho qualcosa da dirvi con Einaudi Stile libero e "Sbologna" in Gli intemperanti con Meridiano Zero. Ha realizzato il film Il segreto di Rahil, con Lorenza Indovina, Giorgio Faletti ed Eva Robins.
Lei che nelle foto non sorrideva è la storia di una madre muta e immobile come una bambola rotta, un padre che ha più dimestichezza con i maiali che con gli esseri umani e di Ester e Alice, due sorelle gemelle legate nell'anima da una dipendenza reciproca e feroce, che crescono in un paesino nebbioso e anonimo vicino Modena. Ester, con i capelli tinti di nero, autolesionista e sessualmente promiscua, mette in scena finti suicidi come il protagonista del suo film preferito Harold e Maude, lasciandosi fecondare dal male e dall'amore. Alice, bionda, sessuofoba e intransigente, sembra invece accordata sulla nota stonata di una purezza ombrosa e risentita. Sullo sfondo di una provincia emiliana monotonamente verde e piatta come un tavolo da biliardo, dove gli adulti sono chiusi come pietre e gli adolescenti vivono accasciati dentro macchine ferme o sulle sedie di plastica dei bar dell'ARCI, le due gemelle carambolano da una parte all'altra, si inseguono impazzite, si urtano violentemente e finiscono negli stessi buchi neri, inghiottite dall'insoddisfazione e dalla rabbia del male.
Cinzia Bomoll, bolognese, vive a Roma ed è scrittrice e regista per TV e cinema. Ha pubblicato due racconti: "Figa, sfiga senza fuga" in Ho qualcosa da dirvi con Einaudi Stile libero e "Sbologna" in Gli intemperanti con Meridiano Zero. Ha realizzato il film Il segreto di Rahil, con Lorenza Indovina, Giorgio Faletti ed Eva Robins.
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