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(a + b)3 di Gruppo Muta Imago - Performance
Tutti i giorni dalle 19:00 alle 24:00
Con Claudia Sorace e Massimo Troncanetti.
A più B al cubo, o meglio nel cubo, come la grafica suggerisce prima ancora che intervenga la matematica. A e B sono due persone, persone vere, che se le incontri nella vita ci puoi parlare, con i loro pensieri, desideri e bisogni naturali: mangiare, bere e altro. Il cubo rotola, attraverso le strade, fino a riposare in un angolo. Si appoggia sul selciato di una piazza e lentamente prende vita, questo poliedro incuriosito, questo caleidoscopio di silouhette, questo laboratorio dove si rincorre una formula sconosciuta.
I due abitatori non si fermano un istante, nemmeno per mangiare o fumare una sigaretta. Lavorano, producono, sembrano avere uno scopo, ma lo scopo non è chiaro, mentre li vediamo interagire fra loro e con gli oggetti di cui si circondano perché il cubo superi la terza dimensione e ne acquisti di altre, producendo suoni, visioni, immagini, ombre, parole, suggestioni, incantamenti, in un moto perpetuo che si allunga fino a che inizia il giorno successivo.
Il cubo sta. Indisturbato, con il suo ronzio ininterrotto fa da sfondo agli altri eventi e luoghi della serata. A volte sembra addormentarsi. A volte sembra che voglia esplodere in un frastuono.
A e B sono la regista e lo scenografo del gruppo Muta Imago. I due hanno deciso per questa volta di prendersi il tempo e lo spazio per interrogarsi sul loro fare: hanno raccolto gli ingredienti del loro fare teatro per giocarci in libertà, li hanno compressi in una scatola di due metri per due. Sono diventati due funzioni e si sono messi a giocare. Al di là di qualsiasi esigenza rappresentativa.
(a + b)3 non è una rappresentazione, non drammatizza, non tenta una storia: tutto si risolve nello stare, nello stare accesi e attivi per quattro serate, nel far diventare il cubo un punto di riferimento per la piazza e per le persone. Questo cubo dalle pareti a volte trasparenti, a volte bianche, a volte colorate, a volte inesistenti. Questo cubo suono. Questo cubo immagine.
Il gruppo Muta Imago nasce a Roma nel 2004 dall'incontro tra Riccardo Fazi, drammaturgo, Claudia Sorace, regista, Massimo Troncanetti, scenografo. Fin dall'inizio il lavoro del gruppo si è concentrato sulla creazione di drammaturgie originali, sull'aspetto visivo e installativo e sulla ricerca di un linguaggio performativo adatto a sviluppare le forti valenze immaginifiche del lavoro. Grano (2004), Hong Kong al Quarantesimo chilometro (2006), Comeacqua (2006) e Don Giovanni (looking for) (2006) sono andati in scena a Roma in spazi come il Rialto Sant'Ambrogio, Teatro Vascello, Angelo Mai, Villa Celimontana Jazz Festival.
Con Claudia Sorace e Massimo Troncanetti.
A più B al cubo, o meglio nel cubo, come la grafica suggerisce prima ancora che intervenga la matematica. A e B sono due persone, persone vere, che se le incontri nella vita ci puoi parlare, con i loro pensieri, desideri e bisogni naturali: mangiare, bere e altro. Il cubo rotola, attraverso le strade, fino a riposare in un angolo. Si appoggia sul selciato di una piazza e lentamente prende vita, questo poliedro incuriosito, questo caleidoscopio di silouhette, questo laboratorio dove si rincorre una formula sconosciuta.
I due abitatori non si fermano un istante, nemmeno per mangiare o fumare una sigaretta. Lavorano, producono, sembrano avere uno scopo, ma lo scopo non è chiaro, mentre li vediamo interagire fra loro e con gli oggetti di cui si circondano perché il cubo superi la terza dimensione e ne acquisti di altre, producendo suoni, visioni, immagini, ombre, parole, suggestioni, incantamenti, in un moto perpetuo che si allunga fino a che inizia il giorno successivo.
Il cubo sta. Indisturbato, con il suo ronzio ininterrotto fa da sfondo agli altri eventi e luoghi della serata. A volte sembra addormentarsi. A volte sembra che voglia esplodere in un frastuono.
A e B sono la regista e lo scenografo del gruppo Muta Imago. I due hanno deciso per questa volta di prendersi il tempo e lo spazio per interrogarsi sul loro fare: hanno raccolto gli ingredienti del loro fare teatro per giocarci in libertà, li hanno compressi in una scatola di due metri per due. Sono diventati due funzioni e si sono messi a giocare. Al di là di qualsiasi esigenza rappresentativa.
(a + b)3 non è una rappresentazione, non drammatizza, non tenta una storia: tutto si risolve nello stare, nello stare accesi e attivi per quattro serate, nel far diventare il cubo un punto di riferimento per la piazza e per le persone. Questo cubo dalle pareti a volte trasparenti, a volte bianche, a volte colorate, a volte inesistenti. Questo cubo suono. Questo cubo immagine.
Il gruppo Muta Imago nasce a Roma nel 2004 dall'incontro tra Riccardo Fazi, drammaturgo, Claudia Sorace, regista, Massimo Troncanetti, scenografo. Fin dall'inizio il lavoro del gruppo si è concentrato sulla creazione di drammaturgie originali, sull'aspetto visivo e installativo e sulla ricerca di un linguaggio performativo adatto a sviluppare le forti valenze immaginifiche del lavoro. Grano (2004), Hong Kong al Quarantesimo chilometro (2006), Comeacqua (2006) e Don Giovanni (looking for) (2006) sono andati in scena a Roma in spazi come il Rialto Sant'Ambrogio, Teatro Vascello, Angelo Mai, Villa Celimontana Jazz Festival.
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