QUESTO NON È UN FESTIVAL - Enzimi XI edizione - 21-24 settembre 2006 ROMA-SAN LORENZO - Torna alla pagina iniziale
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Il custode delle partenze di Renata Molinari e Massimiliano Speziani-Teatro

Pagine di diario per attore solo.
Con Massimiliano Speziani.

Ore 21:00 e 23:00 (replica)

Al termine dello spettacolo incontro con Massimiliano Speziani a cura di Graziano Graziani

Una stanza di casa, dove il tempo si è fermato nell'attesa. Persone e storie entrano ed escono come frammenti di una vicenda che si fa vicinissima e a tratti può diventare la nostra; sullo sfondo, la "Trilogia della città di K" della scrittrice ungherese Agota Kristof. Merita una visita la casa di questo "Custode delle partenze", l'ultima stesura di un lavoro, durato due anni, sul concetto di doppio che attraversa il capolavoro della Kristof a partire dai protagonisti, i due gemelli Lukas e Klaus legati dal reciproco anagramma dei nomi e da un destino di piccoli esuli in fuga durante la guerra. Al centro, il contrasto tra il vuoto che ha lasciato chi è partito per tracciare una nuova vita e la presenza di chi è rimasto a scriverne una meno triste, custode di un patrimonio di manoscritti, lettere e cartoline da amici lontani. In questa stanza drammaturgica si muove uno straordinario Speziani, che "tira dentro" lo spettatore e gli permette di interrogarsi, aprendogli quegli spazi per pensare che mancano nella vita quotidiana e che ancora ci procura il teatro: un teatro in cui si custodisce, al presente, "ciò che resta" delle nostre avventure di conoscenza.

Massimiliano Speziani, uno dei più interessanti attori del momento, vincitore del Premio Ubu nel 1997, ha lavorato tra gli altri con Luca Ronconi, Massimo Castri, Federico Tiezzi e Alfonso Santagata. Ne "Il Custode delle Partenze", spettacolo scritto insieme a Renata Molinari, il lavoro si è concentrato sul tema del doppio, della menzogna, del rapporto tra cronaca e verità. Ne è nata una scrittura autonoma in cui ci si interroga su "quello che resta", dopo un'esperienza che sovverte le abitudini e le certezze di una comunità o più semplicemente di lettori e teatranti.
 
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